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| Mezzi in opera nell'incendio in contrada Zuppà |
Se da un lato cade l’aggravante mafiosa per l’ex pentito Carmelo Bisognano e i fratelli Antonino e Davide Giardina, arrestati lo scorso 29 luglio nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina che ha portato al sequestro di due società (intestate, secondo l’ipotesi accusatoria, fittiziamente ad uno dei Giardina, ma riconducibili a Bisognano) attive nel settore del movimento terra e degli appalti pubblici affidati dal Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, compresi gli interventi conseguenti al drammatico incendio che ha devastato la discarica di contrada Zuppà nel giugno del 2024, ma il Tribunale del riesame ha convalidato l’accusa di intestazione fittizia di beni e società, entrano nel registro degli indagati anche il primo cittadino della culla dei vivai e il suo esperto per le questioni tecniche.
A ridosso di ferragosto agenti in divisa e in borghese avevano proceduto alla perquisizione degli uffici del Comune e delle abitazioni private dei due nuovi indagati. Sotto la lente della magistratura i lavori affidati nel periodo dal 2018 al 2023. Ad accusarli di aver percepito somme in cambio di appalti è stato lo stesso Antonino Giardina, nel corso dell’interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto dopo il suo arresto. Accuse, respinte dai due interessati, e che adesso sono al vaglio degli inquirenti.

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