Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

Si ricorda però che l’art. 21 della Costituzione recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili."

mercoledì 15 febbraio 2017

Sicilia: approvato in commissione ambiente il lasciapassare per bloccare i procedimenti penali

E’ passato in Commissione Ambiente un emendamento, a firma dell’assessore all’ambiente Croce, dell’assessore all’Energia Contrafatto e del presidente Crocetta, che dovrebbe consentire a Terna di devastare ancor di più il territorio e uscire indenne dal processo penale davanti al Tribunale di Messina.
A rivelarlo è l’Associazione I Cittadini di Villafranca Tirrena, parte civile proprio in quel processo che vede, tra gli altri, imputati dirigenti Terna  e pubblici funzionanti, per il famoso pilone 40 nella contrada Serro di Villafranca Tirrena.
“In pratica – riporta la nota stampa dell’associazione - Crocetta dice che per Terna le leggi non hanno valore; il Piano Paesaggistico, vigente dal 4 dicembre 2009 e approvato in via definitiva a fine dicembre, è carta straccia e non può condizionare la costruzione dei megaelettrodotti aerei che non servono alla Sicilia (la regione produce già un surplus di energia dagli impianti a energia rinnovabile) ma servono alla società monopolista per registrare grossi profitti ed accedere ai milionari incentivi dell’Autorità dell’Energia.”

Dall’associazione ricordano come esista un articolo della Costituzione, l’articolo 9, che tutela il paesaggio e rilevano come i politici siciliani: “dimenticano che il Piano Paesaggistico non può essere modificato, a piacere dei funzionari di Terna,  perché i siti paesaggistici sono stati individuati dalle Soprintendenze e la loro alterazione costituisce violazione del Dlgs 42/04 Codice Urbani; dimenticano che i siti naturalistici paesaggistici sono tutelati dalla Direttiva Europea Habitat e che è  vigente il Piano di Gestione della Rete Natura 200 dei Monti Peloritani, che prevede espressamente l’interramento dei nuovi elettrodotti; dimenticano che il 6 marzo 2013 l’Assemblea Regionale ha votato, pressoché all’unanimità, un ordine del giorno che impegnava il governo regionale a costringere Terna a realizzare l’elettrodotto Sorgente Rizziconi senza danni per i cittadini e il territorio.”

martedì 14 febbraio 2017

Pascoli e discariche

Nelle foto allegate, mucche al pascolo nei pressi della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea (ME). Sarà sicuro quel latte che produrranno? 

Mucche al pascolo nei pressi dell’ex discarica di Contrada Zuppà nel comune di Mazzarrà Sant'Andrea
Decine e decine di bovini pascolano sui versanti a ridosso delle colline di rifiuti che costituiscono l’area, brucando l’erba cresciuta a pochi passi di una delle più grandi discariche della Sicilia e oggetto di sequestro penale per violazioni ambientali secondo gli inquirenti. 
Considerato che l’ex discarica di Mazzarrà, rimasta attiva fino al novembre del 2014, non è mai stata oggetto di bonifica, quali e quanti rischi potrebbero correre i cittadini consumando latte e carne derivati dall’allevamento?
Si tenga conto, infatti, che in contrada Zuppà i rifiuti venivano conferiti senza un pre-trattamento, secondo quanto prospettato da diverse indagini e della magistratura penale che della Regione siciliana. Gli animali che qui vi pascolano si nutrono di erba che potrebbe essere contaminata dalle sostanze residue, quindi tossiche e dannose per la salute degli animali e per il prodotto che questi producono di cui noi usufruiamo
La cosa è davvero grave.
Ci si chiede, pertanto, com’è possibile che tutto ciò avvenga? 

Chi è preposto alla vigilanza dei luoghi come ha potuto non accorgersi di nulla?


domenica 12 febbraio 2017

Le mafie a Messina e provincia: le conferme della Direzione investigativa antimafia

Il rapporto semestrale della Direzione investigativa antimafia analizza l'evolversi delle mafie, consentendoci di capire attraverso quali dinamiche si muove cosa nostra.
Osservando gli eventi e le dinamiche che hanno contrassegnato il primo semestre del 2016, si rileva come cosa nostra continui a caratterizzarsi,
in primo luogo, per essere "un’organizzazione criminale fortemente strutturata, avente un proprio ordinamento, un vasto bacino di reclutamento ed elevate potenzialità offensive".

I gruppi mafiosi che insistono sulla provincia di Messina, data anche la particolare esposizione geografica, rappresentano la risultante di una contaminazione criminale che vede interessate cosa nostra palermitana, cosa nostra catanese e la ‘ndrangheta.
Le dinamiche criminali che hanno caratterizzato il semestre non sembrano aver condizionato le convenzionali sfere di influenza dei singoli gruppi sul territorio, e questo sia con riferimento alla città di Messina1 che ad altri centri della provincia2.
Allo stesso tempo, tuttavia, si sono registrati mutamenti nella composizione interna dei clan, i cui esponenti sembrano comunque aver mantenuto legami di tipo affaristico con i gruppi palermitani, catanesi e calabresi.

I barcellonesi

Tra tutti, il gruppo al momento, più operativo, strutturato e con un’organizzazione improntata sul modello di cosa nostra palermitana è quello dei “Barcellonesi”, risultato al centro, nell’ultimo decennio, di numerose indagini3 di polizia e processi ancora in corso, che ne hanno delineato le gerarchie e ricostruito le vicende, anche omicidiarie4, finalizzate alla “scalata” di giovani leve - imprevedibili e spregiudicate - verso posizioni di comando.

I tortoriciani

Come si è già avuto modo di sottolineare in pregresse Relazioni, un generalizzato clima di fibrillazione continua a caratterizzare i gruppi criminali messinesi, a volte protagonisti di esternazioni violente verso i componenti delle stesse consorterie5.
Nel periodo in esame va segnalato un evento di rilievo che ha riguardato il Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi6, sottoscrittore di un Protocollo di legalità7 con la locale Prefettura, teso ad estendere i controlli preventivi antimafia anche al settore agro-pastorale.
Questa più incisiva procedura accertativa - che già lo scorso dicembre aveva dato luogo ad undici informazioni antimafia interdittive8 - ha, tra l’altro, consentito al Prefetto di Messina di adottarne di ulteriori nei confronti di imprese operanti nel contesto del Parco, i cui intestatari sono risultati collegati al gruppo dei tortoriciani9 ed, in particolare, alla cosca dei BONTEMPO SCAVO.
Le indagini condotte nel semestre hanno, in aggiunta, confermato come i gruppi mafiosi continuino a trarre linfa vitale dalle estorsioni10 e dal traffico di stupefacenti, attività che, se lette in valore assoluto, concorrono a geolocalizzare gli ambiti di competenza e a rendere più chiare le alleanze in atto, specie quelle finalizzate all’approvvigionamento della droga.

Le famiglie messinesi

Proprio con riferimento a quest’ultimo ambito, elementi di spicco del clan MANGIALUPI, unitamente ad esponenti anche di vertice del gruppo mafioso di “Tortorici”, sono stati destinatari di una custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Senza tregua”, conclusa nel mese di maggio11. L’indagine ha avuto il pregio di rendere noti, tra l’altro, gli interessi economico-criminali del gruppo, dedito anche alle estorsioni, ed ha dato conferma dei rapporti tra le consorterie criminali del capoluogo e la ‘ndrina NIRTA-STRANGIO di San Luca (RC).
Accanto alle tradizionali attività illecite appena menzionate, cui si aggiunge certamente l’usura, i settori di interesse che la criminalità organizzata messinese punta ad infiltrare sono principalmente rappresentati dagli appalti, dall’edilizia, dai servizi, dallo smaltimento dei rifiuti e dagli esercizi commerciali.
Al riguardo, appare significativa un’indagine condotta nel semestre dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, denominata “Totem”, grazie alla quale è stato individuato un gruppo criminale composto anche da elementi di vertice del clan GALLI, dedito al controllo di locali notturni nella riviera nord del capoluogo, dove far confluire e ripulire capitali di illecita provenienza. Allo stesso tempo, il sodalizio è risultato attivo nella gestione di un forte giro di scommesse illegali raccolte on-line (corse clandestine di cavalli e installazione di video-poker), che venivano poi indirizzate, via internet, su operatori non autorizzati12.
Questa vocazione imprenditoriale mafiosa dei clan messinesi è stata al centro di diverse attività condotte nel semestre anche dalla D.I.A., che hanno portato a provvedimenti ablativi eseguiti dalla Sezione Operativa di Messina.
Si tratta, in particolare, di sequestri che hanno colpito, nel mese di aprile, i beni e il compendio aziendale di un imprenditore ritenuto referente di cosa nostra etnea13 in provincia di Messina; nel mese di maggio altre aziende riconducibili ed esponenti di spicco di gruppi criminali del capoluogo14, il tutto per un valore di oltre 5 milioni di euro. Sempre a maggio sono stati oggetto di provvedimenti ablativi beni immobili per un valore di circa 15 milioni di euro15.
La pervicace opera dei gruppi messinesi non sembra aver risparmiato, nel corso del semestre, la Pubblica Amministrazione.

Il condizionamento mafioso

Permangono, infatti, gli effetti di indagini che hanno accertato fenomeni corruttivi16 e che hanno determinato il Commissariamento del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea17. A ciò si aggiungano le evidenze emerse nell’ambito della citata Operazione “Matassa” del mese di giugno, che ha fatto luce sulle condotte intimidatorie messe in atto da esponenti del clan SPARTA’ e VENTURA, finalizzate a procurare voti in favore di candidati di riferimento, in occasione delle elezioni comunali e nazionali del 2013, nonché nelle competizioni regionali del 201218.