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| L'impianto di contrada Lacco |
A proporre il progetto di realizzare un impianto per la produzione di biometano da biomasse in contrada Lacco nel Comune di Rodì Milici è stata la società Agrienergia Circolare 1 S.r.l., con sede legale a Roma in Via Crescenzio n.16, sulla quale sono poche le informazioni reperibili in rete.
Allo stesso indirizzo risulta anche la Arpinge, una società d'investimento, partecipata da tre casse di previdenza: Inarcassa (ingegneri e architetti), Cassa Geometri, EPPI (periti industriali) costituita - si legge sul loro sito – per investire in infrastrutture e con vocazione ad agire anche come promotore di progetti greenfield.
Il Gruppo Arpinge nel settembre 2025 – si legge sui sito di Ansa e Unicredit - ha perfezionato un project financing da 80 milioni di euro per la costruzione di un portafoglio di 4 impianti di biometano in Sicilia e Basilicata.
L'operazione è stata sottoscritta da UniCredit per 75 milioni di euro e da Banca Ifigest per 5 milioni di euro.
In dettaglio con l'operazione di project financing, Arpinge realizzerà 4 impianti di biometano alimentati da sottoprodotti agricoli e prodotti zootecnici con capacità ciascuno di 500 Sm3/h, di cui un impianto ubicato in Basilicata (nella provincia di Potenza) e gli altri 3 in Sicilia, nelle province di Catania e di Messina.
Agrienergia Circolare 1 potrebbe esserne quindi una società di progetto? Incrociando i dati reperiti sul sito della Regione e sul sito del Gse, in Sicilia risultano altri due identici progetti, in provincia di Catania (che confermerebbe il collegamento con Arpinge) a Mazzarrone e Caltagirone, presentati da Agrienergia Circolare 2 e Agrienergia Circolare 3. Denominazione quasi identica, partita iva diversa, ma stesso indirizzo di Roma come risulta dal sito ufficiocamerale.it.
Maggiori certezze invece su chi sta realizzando le opere. Si tratta della Cemienergy, impresa veronese con una sede operativa nel siracusano. Sulla loro pagina Instagram si legge che l’impianto insisterà su una superficie di 7 ettari, si stanno realizzando strade, basamenti per gli impianti tecnologici, digestori, vasche di miscelazione, 5 trincee lunghe fino a 40 metri, adibite allo stoccaggio di letami, polline (deiezioni di galline), vinacce. Una vasca da oltre 40.000 tonnellate sarà riservata al pastazzo di agrumi (residuo solido, bucce, semi, polpa, che rimane dopo la spremitura di arance, limoni, mandarini, ecc.) «Un esempio virtuoso – scrivono – di altissima efficienza che utilizzerà solo sottoprodotti locali».

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