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| Rifiuti scoperti |
Data per imminente lo scorso 21 gennaio durante l’audizione di Arturo Vallone (commissario per l’emergenza discarica) davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari (che da mesi ha acceso i riflettori sulla situazione di contrada Zuppà), il relativo bando non risulta ancora presente sulla piattaforma Ingate.
Sembra infatti ormai superato l’ostacolo delle scadenze del Pnrr fissate al prossimo 31 marzo, sul quale lo stesso Vallone aveva espresso in una sua relazione di fine novembre, preoccupazioni sulla compatibilità con il cronoprogramma dei lavori, stimato in oltre 900 giorni. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica avrebbe chiarito come il target per i siti orfani e per le bonifiche non sarebbe la fine lavori, ma la bonifica dei siti e, secondo le informazioni fornite al Mase, la Regione avrebbe bonificato più del 70 per cento del suolo, raggiungendo il proprio target ambientale grazie alle attività espletate per il Biviere di Gela, il terzo dei siti orfani siciliani beneficiario dei fondi Pnrr (62,9 milioni di euro complessivi).
Il sito di Gela ha infatti un’estensione di 2.110.000 metri quadri e, allo stato, le attività ed analisi effettuate (i cui risultati sono stati validati da Arpa Sicilia) consentirebbero di certificarne complessivamente 1.740.000 metri quadri che rappresentano il 77,7% della superficie regionale e il 25% della superficie nazionale.
Su tali premesse le somme stanziate per Mazzarrà sarebbero garantite anche dopo le scadenze del 2026. Tuttavia le lungaggini burocratiche mal si conciliano con il rischio che le già critiche condizioni del sito potrebbero ulteriormente aggravarsi dopo le eccezionali piogge di questi ultimi mesi, compromettendo la stabilità della montagna di rifiuti.
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