Formalizzato dalla stazione appaltante l'incarico a Invitalia per l’indizione, la gestione e l’aggiudicazione della gara d’appalto da 32 milioni di euroCon la firma, apposta il 31 luglio dal dirigente del Dipartimento acque e rifiuti Arturo Vallone (che è anche commissario per l’emergenza discarica), dell’atto di approvazione del progetto esecutivo, del quadro economico-finanziario e del contestuale affidamento di tutte le attività connesse alla procedura di gara ad Invitalia (sulla scorta della convenzione stipulata con il Dipartimento, stazione appaltante, lo scorso 17 febbraio e attivata dalla regione il 24 giugno) sembra sbloccarsi l’iter per l’intervento di messa in sicurezza definitiva del sito di smaltimento di contrada Zuppà, dismesso nel lontano 2014 e, da allora, mai avviato alla fase di gestione “post mortem”.
La scelta del contraente avverrà tramite la procedura aperta prevista dal “Codice dei contratti” e l’appalto sarà aggiudicato utilizzando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa che sarà individuata da una apposita “Commissione giudicatrice” di prossima nomina.
Adesso non può che auspicarsi venga impressa un’accelerata ad un iter che si trascina da troppo e, trascorsi i tempi tecnici (minimo 30 giorni dalla pubblicazione del bando, salvo la riduzione a 15 per motivi di urgenza), si dia avvio ai cantieri e si restituisca serenità ad un territorio che da anni vive sotto l’incubo discarica.
Come si ricorderà l’intervento rientra tra quelli finanziati
dai fondi Pnrr per la bonifica dei siti orfani . 32 i milioni di euro sul
piatto, destinati a risolvere le annose criticità ambientali (certificate da
diversi report di Ispra e Arpa). Una copertura finanziaria per la quale – si
legge – «sussiste la piena disponibilità» essendo già stato «conseguito il
target europeo previsto, circostanza che esclude qualsiasi pregiudizio per il
rispetto del termine, non derogabile, del 31 agosto 2026 per la rendicontazione
della Misura all'Unione europea, indipendentemente dalla tempistica di
ultimazione del singolo intervento di Mazzarrà Sant'Andrea, anche ove questa si
protragga oltre il 2026». Dettaglio importante, quest’ultimo, considerato che
da cronoprogramma i lavori richiederebbero oltre 900 giorni.
Il progetto, redatto dallo studio “Ministeri e associati”,
dopo la prima approvazione risalente al 2022, ha dovuto essere aggiornato sia
al prezziario regionale che alle mutate condizioni dei luoghi conseguenti al
rogo, di probabile origine dolosa, che il 25 giugno 2024 ne devastò gran parte
della superficie, annullando l’intera rete di estrazione del percolato
realizzata in precedenza dal Genio civile, con fondi stanziati dalla Regione.
Rete che appunto dovrà essere ricostruita per svuotare la “pancia” della
discarica dalla massa di percolato prodotta dalla decomposizione dei milioni di
metri cubi di rifiuti accumulati per anni fino alla chiusura nel 2014.
Operazione dal costo stimato di oltre sette milioni di euro. Successivamente si
potrà intervenire sui movimenti franosi dei rifiuti e, infine,”tombarla” con
un’adeguata copertura.