Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

Si ricorda però che l’art. 21 della Costituzione recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili."

venerdì 13 febbraio 2026

Impianto biometano in contrada Lacco: mancano le autorizzazioni ambientali

Lavori in pieno svolgimento
A specificarlo è il dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente, Calogero Beringheli rispondendo alla nota dei sindaci di Terme Vigliatore, Furnari e Falcone, contrari al progetto di Agrienergia/Arpinge

«Non risulta avviato il procedimento finalizzato al rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.)», necessaria per il rilascio delle abilitazioni ambientali propedeutiche all’esercizio dell’impianto di produzione di biometano che si sta realizzando in contrada Lacco nel Comune di Rodì Milici. Né risulta «pervenuta alcuna istanza volta all’attivazione delle procedure ambientali» o altra «procedura di competenza regionale in materia di autorizzazioni ambientali».

È quanto emerge da una nota del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente, Calogero Beringheli, in risposta alla segnalazione fatta dai sindaci di Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, Furnari, Felice Germanò e Falcone, Carmelo Paratore che agli inizi del mese avevano segnalato alla Regione e alla Prefettura le proprie preoccupazioni sulle ricadute ambientali del progetto autorizzato dal Comune di Rodì Milici nel dicembre 2024.

In particolare mancherebbero l’autorizzazione allo scarico e quella alle emissioni in atmosfera previste dal Codice dell’ambiente, in assenza delle quali – ha specificato il dirigente – l’esercizio dell’impianto «configurerebbe una fattispecie di esercizio non autorizzato», con conseguenti sanzioni previste dal suddetto Codice.

Secondo il Dipartimento l’aver seguito la procedura autorizzativa semplificata (Pas) «non può ritenersi sostitutiva dei titoli abilitativi di natura ambientale previsti dalla normativa statale e regionale vigente» che devono essere acquisiti secondo i procedimenti e le competenze previsti dalle leggi vigenti.

In più, viene sottolineato, come «il meccanismo del silenzio-assenso nell’ambito della conferenza dei servizi semplificata, esclude espressamente tale effetto nei casi in cui disposizioni del diritto dell’Unione europea richiedano l’adozione di provvedimenti espressi, ambito nel quale rientrano le procedure e le autorizzazioni soprarichiamate».

Ma quali sono le autorizzazioni e i pareri favorevoli che finora avrebbe ottenuto il progetto?

Secondo quanto riportato anche da sito impiantobiometanorodimilici.it, il progetto «è stato presentato e valutato da oltre 20 enti diversi»: Comune di Rodì Milici, Operatori agricoli del territorio, Ordine degli Agronomi della Provincia di Messina, Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, Ispettorato Dipartimentale delle foreste di Messina, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, Associazioni di categoria, Dipartimento regionale acqua e rifiuti, Affari Urbanistici Sicilia centrale, Dipartimento Regionale Ambiente, Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, Centinaia di imprenditori locali tramite interlocuzioni dirette.

Da quanto si evince dalla determina del comune rodiense n. 640 del 24/12/2024, che dava atto della conclusione positiva della Pas, il Genio Civile di Messina non ha emesso alcun provvedimento in merito all’osservanza delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente non ha adottato alcun provvedimento perché il sito di intervento non ricade in zona sottoposta al vincolo idrogeologico, Rfi ha rilasciato il nulla osta favorevole, L’Agenzia delle dogane di Messina ha emesso un parere di non competenza, l’Ufficio infrastrutture del Demanio e Comando Marittimo Sicilia Marina Militare ha rilasciato il nulla osta favorevole, per Snam non c’è interferenza con impianti di loro proprietà, il Comando provinciale del Vigili del fuoco , ufficio prevenzione incendi ha dato parere favorevole, la Soprintendenza ai beni culturali ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica, l’Anas un nulla osta alla fattibilità, che comunque non costituisce atto autorizzativo. Infine, come già riportato in precedenza l’Autorità di bacino aveva rilasciato il nulla osta idraulico e l’autorizzazione all’accesso nel torrente Mazzarrà. Gli altri enti destinatari della pec dell’11 settembre 2024 con cui si convocava la conferenza dei servizi, tra cui Arpa, Dipartimento acque e rifiuti e il Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali del Dipartimento dell’ambiente, non risulta abbiano inviato note o pareri.

mercoledì 21 gennaio 2026

Impianto di biometano nella piana del torrente Mazzarrà: quali gli impatti sulla viabilità?

L'impianto di Rodì
Una delle perplessità manifestate dalle amministrazioni limitrofe al costruendo impianto per la produzione di biometano è legata al potenziale impattante dei mezzi utilizzati per il trasporto in sito della “materia prima”

Quante tonnellate di biomasse e sottoprodotti zootecnici ci vogliono in un anno per soddisfare le esigenze di un impianto da 500 Smc/h (Standard metri cubi per ora) di biometano? 

È una delle domande che in questi giorni si pongono i residenti del comprensorio tirrenico e le amministrazioni comunali di Terme Vigliatore e Furnari che hanno espresso sulla stampa le loro perplessità sul costruendo impianto di biometano in contrada Lacco nel Comune di Rodì Milici (in foto).
Cemienergy, l’impresa veronese che lo sta costruendo per conto di Agrienergia Circolare 1 (società, costituita il 22 settembre 2023 con capitale sociale di 10.000 euro, che ha chiesto il rilascio delle autorizzazioni), sulla sua pagina Instagram riporta che l’impianto utilizzerà letami, polline (deiezioni di galline), vinacce e una vasca da oltre 40.000 tonnellate sarà riservata al pastazzo di agrumi.
Agrienergia non risulta avere un proprio sito internet dal quale poter consultare dati a cui attingere per rispondere alla domanda. 
Proviamo a fare delle stime, basandoci su un ipotetico impianto analogo.
Preliminarmente bisogna dire che la quantità di biomassa agricola necessaria varia sensibilmente in base al tipo e alla resa in biogas delle biomasse o dei sottoprodotti zootecnici utilizzati.
Per un impianto di questa taglia operativo, la media del fabbisogno annuo stimato è di circa 35.000 - 50.000 tonnellate di biomassa mista
Le quantità cambiano drasticamente se si utilizza un'unica materia o un mix (valori indicativi su base annua per 8.000 ore di funzionamento). Se, per esempio, si utilizzasse esclusivamente letame, l'impianto richiederebbe oltre 150.000 - 200.000 tonnellate/anno, motivo per cui vengono quasi sempre miscelati con altre materie. Per produrre 500 Smc/h utilizzando esclusivamente pastazzo di agrumi occorrerebbero circa 80.000 - 95.000 tonnellate all'anno di materia prima. 
Invece, per produrre 500 Smc/h di biogas alimentando l'impianto esclusivamente con letame, si stimano necessarie circa 172-180 tonnellate al giorno di letame bovino fresco. Siccome l'obiettivo è produrre 500 Smc/h di biometano raffinato (non solo biogas grezzo), il fabbisogno di letame potrebbe raddoppiare (circa 350-400 t/giorno), poiché il biogas grezzo contiene circa il 50-60% di metano e deve essere purificato. 
Per trasportare 400 tonnellate al giorno di letame, considerando i mezzi comunemente impiegati per questo tipo di materiale, come degli autoarticolati con portata utile media di circa 28-30 tonnellate, occorrerebbero circa 14 viaggi al giorno.
Ipotizzando un ciclo annuo di operatività di 300 giorni, il flusso veicolare sarebbe di 4.200 camion. 

lunedì 19 gennaio 2026

Impianto di biometano nella piana del torrente Mazzarrà: le imprese coinvolte

Lavori in pieno svolgimento
A incardinare la Pas al Comune di Rodì Milici è stata la Agrienergia Circolare 1, una società con sede a Roma. Le opere sono invece realizzate dalla Cemienergy, impresa veronese con una sede operativa nel siracusano

A proporre il progetto di realizzare un impianto per la produzione di biometano da biomasse in contrada Lacco nel Comune di Rodì Milici è stata la società Agrienergia Circolare 1 S.r.l., con sede legale a Roma in Via Crescenzio n.16, sulla quale sono poche le informazioni reperibili in rete.

Allo stesso indirizzo risulta anche la Arpinge, una società d'investimento, partecipata da tre casse di previdenza: Inarcassa (ingegneri e architetti), Cassa Geometri, EPPI (periti industriali) costituita - si legge sul loro sito – per investire in infrastrutture e con vocazione ad agire anche come promotore di progetti greenfield.

Il Gruppo Arpinge nel settembre 2025  – si legge sui sito di Ansa e Unicredit - ha perfezionato un project financing da 80 milioni di euro per la costruzione di un portafoglio di 4 impianti di biometano in Sicilia e Basilicata.

L'operazione è stata sottoscritta da UniCredit per 75 milioni di euro e da Banca Ifigest per 5 milioni di euro.

In dettaglio con l'operazione di project financing, Arpinge realizzerà 4 impianti di biometano alimentati da sottoprodotti agricoli e prodotti zootecnici con capacità ciascuno di 500 Sm3/h, di cui un impianto ubicato in Basilicata (nella provincia di Potenza) e gli altri 3 in Sicilia, nelle province di Catania e di Messina.

Agrienergia Circolare 1 potrebbe esserne quindi una società di progetto? Incrociando i dati reperiti sul sito della Regione e sul sito del Gse, in Sicilia risultano altri due identici progetti, in provincia di Catania (che confermerebbe il collegamento con Arpinge) a Mazzarrone e Caltagirone, presentati da Agrienergia Circolare 2 e Agrienergia Circolare 3. Denominazione quasi identica, partita iva diversa, ma stesso indirizzo di Roma come risulta dal sito ufficiocamerale.it.

Maggiori certezze invece su chi sta realizzando le opere. Si tratta della Cemienergy, impresa veronese con una sede operativa nel siracusano. Sulla loro pagina Instagram si legge che l’impianto insisterà su una superficie di 7 ettari, si stanno realizzando strade, basamenti per gli impianti tecnologici, digestori, vasche di miscelazione, 5 trincee lunghe fino a 40 metri, adibite allo stoccaggio di letami, polline (deiezioni di galline), vinacce. Una vasca da oltre 40.000 tonnellate sarà riservata al pastazzo di agrumi (residuo solido, bucce, semi, polpa, che rimane dopo la spremitura di arance, limoni, mandarini, ecc.) «Un esempio virtuoso – scrivono – di altissima efficienza che utilizzerà solo sottoprodotti locali».