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lunedì 2 marzo 2026

Messa in sicurezza di contrada Zuppà, quando sarà bandita la gara?

Rifiuti scoperti
Se n'è andato anche febbraio e ancora non si hanno notizie della gara per la messa in sicurezza definitiva dell’ex discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, chiusa nel 2014. Opera finanziata con 32,3 milioni di euro dei fondi Pnrr destinati alla bonifica dei siti orfani.

Data per imminente lo scorso 21 gennaio durante l’audizione di Arturo Vallone (commissario per l’emergenza discarica) davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari (che da mesi ha acceso i riflettori sulla situazione di contrada Zuppà), il relativo bando non risulta ancora presente sulla piattaforma Ingate.
Sembra infatti ormai superato l’ostacolo delle scadenze del Pnrr fissate al prossimo 31 marzo, sul quale lo stesso Vallone aveva espresso in una sua relazione di fine novembre, preoccupazioni sulla compatibilità con il cronoprogramma dei lavori, stimato in oltre 900 giorni. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica avrebbe chiarito come il target per i siti orfani e per le bonifiche non sarebbe la fine lavori, ma la bonifica dei siti e, secondo le informazioni fornite al Mase, la Regione avrebbe bonificato più del 70 per cento del suolo, raggiungendo il proprio target ambientale grazie alle attività espletate per il Biviere di Gela, il terzo dei siti orfani siciliani beneficiario dei fondi Pnrr (62,9 milioni di euro complessivi).
Il sito di Gela ha infatti un’estensione di 2.110.000 metri quadri e, allo stato, le attività ed analisi effettuate (i cui risultati sono stati validati da Arpa Sicilia) consentirebbero di certificarne complessivamente 1.740.000 metri quadri che rappresentano il 77,7% della superficie regionale e il 25% della superficie nazionale.
Su tali premesse le somme stanziate per Mazzarrà sarebbero garantite anche dopo le scadenze del 2026. Tuttavia le lungaggini burocratiche mal si conciliano con il rischio che le già critiche condizioni del sito potrebbero ulteriormente aggravarsi dopo le eccezionali piogge di questi ultimi mesi, compromettendo la stabilità della montagna di rifiuti.

sabato 21 febbraio 2026

Impianto di biometano in contrada Lacco: le autorizzazioni ambientali saranno richieste

Lavori in pieno svolgimento a Lacco
Acceso dibattito tra i fautori del sì e gli oppositori ieri a Rodì Milici

«Le autorizzazioni alle emissioni e allo scarico verranno richieste prima dell’entrata in esercizio dell’impianto». Risponde così Agrienergiacircolare 1 ai rilievi mossi dal Dipartimento regionale dell’ambiente nei giorni scorsi. A chiarirlo i vertici della società romana nel corso dell’incontro pubblico di presentazione del progetto tenutosi ieri sera a Rodì Milici. Un dibattito i cui toni si sono accesi nella parte finale, dopo due ore di relazioni dei tecnici e degli esperti della società sui pregi e virtù del costruendo impianto e sul rispetto degli iter burocratici seguiti.

Ma le contestazioni, già mosse nei giorni scorsi anche dai sindaci dei Comuni di Terme Vigliatore, Furnari e Falcone, riguardano anche la mancata “trasparenza”, secondo gli oppositori, in tutta l’operazione. Con la conseguenza che ciascuno rimane sulle proprie posizioni, in attesa di ulteriori sviluppi e di eventuali iniziative portate avanti dal fronte del no, a partire dal sindaco Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, che ieri mattina era a Palermo per interloquire con i funzionari del Dipartimento, assistito dall’avvocato Giampiero Trizzino, ex parlamentare M5S all’Ars, esperto di diritto ambientale e consulente di Zero Waste Sicilia.

Durante l’incontro sono stati forniti inoltre alcuni dati sulla tipologia e sulla quantità delle biomasse che verrebbero utilizzate e sul traffico che tale movimentazione genererà.

96.000 tonnellate (tra pastazzo di agrumi, sansa, letame), reperite, secondo i tecnici, nel raggio di 40 Km da Rodì, con un flusso veicolare (su SS113 e SP 185) medio di 27 camion giornalieri, con picchi di 45 viaggi al giorno nei mesi di ottobre e novembre, per una produzione annua di circa 4 milioni di metri cubi di metano.

Residuo della produzione è infine il cosiddetto digestato (84 mila tonnellate annue di solido e liquido) che sarebbe reimpiegato in agricoltura.

venerdì 13 febbraio 2026

Impianto biometano in contrada Lacco: mancano le autorizzazioni ambientali

Lavori in pieno svolgimento
A specificarlo è il dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente, Calogero Beringheli rispondendo alla nota dei sindaci di Terme Vigliatore, Furnari e Falcone, contrari al progetto di Agrienergia/Arpinge

«Non risulta avviato il procedimento finalizzato al rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.)», necessaria per il rilascio delle abilitazioni ambientali propedeutiche all’esercizio dell’impianto di produzione di biometano che si sta realizzando in contrada Lacco nel Comune di Rodì Milici. Né risulta «pervenuta alcuna istanza volta all’attivazione delle procedure ambientali» o altra «procedura di competenza regionale in materia di autorizzazioni ambientali».

È quanto emerge da una nota del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente, Calogero Beringheli, in risposta alla segnalazione fatta dai sindaci di Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, Furnari, Felice Germanò e Falcone, Carmelo Paratore che agli inizi del mese avevano segnalato alla Regione e alla Prefettura le proprie preoccupazioni sulle ricadute ambientali del progetto autorizzato dal Comune di Rodì Milici nel dicembre 2024.

In particolare mancherebbero l’autorizzazione allo scarico e quella alle emissioni in atmosfera previste dal Codice dell’ambiente, in assenza delle quali – ha specificato il dirigente – l’esercizio dell’impianto «configurerebbe una fattispecie di esercizio non autorizzato», con conseguenti sanzioni previste dal suddetto Codice.

Secondo il Dipartimento l’aver seguito la procedura autorizzativa semplificata (Pas) «non può ritenersi sostitutiva dei titoli abilitativi di natura ambientale previsti dalla normativa statale e regionale vigente» che devono essere acquisiti secondo i procedimenti e le competenze previsti dalle leggi vigenti.

In più, viene sottolineato, come «il meccanismo del silenzio-assenso nell’ambito della conferenza dei servizi semplificata, esclude espressamente tale effetto nei casi in cui disposizioni del diritto dell’Unione europea richiedano l’adozione di provvedimenti espressi, ambito nel quale rientrano le procedure e le autorizzazioni soprarichiamate».

Ma quali sono le autorizzazioni e i pareri favorevoli che finora avrebbe ottenuto il progetto?

Secondo quanto riportato anche da sito impiantobiometanorodimilici.it, il progetto «è stato presentato e valutato da oltre 20 enti diversi»: Comune di Rodì Milici, Operatori agricoli del territorio, Ordine degli Agronomi della Provincia di Messina, Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, Ispettorato Dipartimentale delle foreste di Messina, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, Associazioni di categoria, Dipartimento regionale acqua e rifiuti, Affari Urbanistici Sicilia centrale, Dipartimento Regionale Ambiente, Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, Centinaia di imprenditori locali tramite interlocuzioni dirette.

Da quanto si evince dalla determina del comune rodiense n. 640 del 24/12/2024, che dava atto della conclusione positiva della Pas, il Genio Civile di Messina non ha emesso alcun provvedimento in merito all’osservanza delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente non ha adottato alcun provvedimento perché il sito di intervento non ricade in zona sottoposta al vincolo idrogeologico, Rfi ha rilasciato il nulla osta favorevole, L’Agenzia delle dogane di Messina ha emesso un parere di non competenza, l’Ufficio infrastrutture del Demanio e Comando Marittimo Sicilia Marina Militare ha rilasciato il nulla osta favorevole, per Snam non c’è interferenza con impianti di loro proprietà, il Comando provinciale del Vigili del fuoco , ufficio prevenzione incendi ha dato parere favorevole, la Soprintendenza ai beni culturali ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica, l’Anas un nulla osta alla fattibilità, che comunque non costituisce atto autorizzativo. Infine, come già riportato in precedenza l’Autorità di bacino aveva rilasciato il nulla osta idraulico e l’autorizzazione all’accesso nel torrente Mazzarrà. Gli altri enti destinatari della pec dell’11 settembre 2024 con cui si convocava la conferenza dei servizi, tra cui Arpa, Dipartimento acque e rifiuti e il Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali del Dipartimento dell’ambiente, non risulta abbiano inviato note o pareri.