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martedì 31 marzo 2026

Impianto di biometano a Rodì, la Regione ribadisce la necessità dell'Autorizzazione unica ambientale

Quasi completate le opere
Lo chiarisce una nota del 27 marzo scorso che il Servizio autorizzazioni del Dipartimento regionale Ambiente ha inviato ad Agrienergia e al Comune di Rodì Milici oltre che a Prefettura, Città metropolitana e Arpa.

L’attività istruttoria per il costruendo impianto di biometano in contrada Lacco potrà proseguire solo dopo «la formale attivazione del procedimento di Aua (Autorizzazione unica ambientale ) presso la Città Metropolitana di Messina», alla quale la società titolare del progetto, Agrienergia circolare 1, dovrà pertanto trasmettere, tramite il Suap (Sportello unico attività produttive) di Rodì, l’intero progetto, compresa la variante. «In difetto – sottolinea il Dipartimento -, l’impianto risulterà carente dei presupposti di legge necessari all’immissione in esercizio, con ogni conseguente responsabilità in capo alla Società in ordine alla legittimità dell’avvio dell’attività in assenza delle prescritte autorizzazioni ambientali».
È quanto ribadisce in una nota del 27 marzo il Dipartimento regionale dell’Ambiente, riscontrando precedenti osservazioni fatte dalla società.
Il Dipartimento non ha ritenuto condivisibili le argomentazioni con cui Agrienergia aveva sostenuto l’esclusione dell’impianto dal regime dell’Aua, in forza dell’art. 3 del Regolamento della Città Metropolitana di Messina.
Viene chiarito infatti che la Pas (procedura autorizzativa semplificata) «non ha natura autorizzatoria sotto il profilo ambientale», il suo perimetro applicativo è «tassativamente limitato ai profili urbanistico-edilizi ed energetici e non annovera, tra gli atti di assenso acquisibili o sostituibili, quelli di natura ambientale», deve quindi essere «necessariamente integrata dal provvedimento di Aua rilasciato dall’Autorità competente».
La società aveva inoltre sostenuto «che, a seguito di una variante progettuale che riduce la potenza del cogeneratore sotto la soglia di 1 MW, lo stesso non sia più soggetto ad autorizzazione alle emissioni».
Sul punto il Dipartimento ha invece osservato «che l’assetto emissivo di un impianto non è caratterizzato esclusivamente dai punti di emissione convogliate (camini), ma comprende anche le emissioni diffuse generate dalle diverse fasi del ciclo produttivo».
Nel caso specifico di un impianto di biometano, assumerebbero «particolare rilievo le emissioni diffuse di natura odorigena», per le quali le norme, impongono alle autorità competenti di esprimersi con «specifiche misure di prevenzione e limitazione».
«Ne consegue – viene chiarito - che l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera non può ritenersi correlata esclusivamente al funzionamento del cogeneratore, ma deve essere ottenuta per l’intero impianto di produzione di biometano, inteso come complesso unitario».

lunedì 2 marzo 2026

Messa in sicurezza di contrada Zuppà, quando sarà bandita la gara?

Rifiuti scoperti
Se n'è andato anche febbraio e ancora non si hanno notizie della gara per la messa in sicurezza definitiva dell’ex discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, chiusa nel 2014. Opera finanziata con 32,3 milioni di euro dei fondi Pnrr destinati alla bonifica dei siti orfani.

Data per imminente lo scorso 21 gennaio durante l’audizione di Arturo Vallone (commissario per l’emergenza discarica) davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari (che da mesi ha acceso i riflettori sulla situazione di contrada Zuppà), il relativo bando non risulta ancora presente sulla piattaforma Ingate.
Sembra infatti ormai superato l’ostacolo delle scadenze del Pnrr fissate al prossimo 31 marzo, sul quale lo stesso Vallone aveva espresso in una sua relazione di fine novembre, preoccupazioni sulla compatibilità con il cronoprogramma dei lavori, stimato in oltre 900 giorni. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica avrebbe chiarito come il target per i siti orfani e per le bonifiche non sarebbe la fine lavori, ma la bonifica dei siti e, secondo le informazioni fornite al Mase, la Regione avrebbe bonificato più del 70 per cento del suolo, raggiungendo il proprio target ambientale grazie alle attività espletate per il Biviere di Gela, il terzo dei siti orfani siciliani beneficiario dei fondi Pnrr (62,9 milioni di euro complessivi).
Il sito di Gela ha infatti un’estensione di 2.110.000 metri quadri e, allo stato, le attività ed analisi effettuate (i cui risultati sono stati validati da Arpa Sicilia) consentirebbero di certificarne complessivamente 1.740.000 metri quadri che rappresentano il 77,7% della superficie regionale e il 25% della superficie nazionale.
Su tali premesse le somme stanziate per Mazzarrà sarebbero garantite anche dopo le scadenze del 2026. Tuttavia le lungaggini burocratiche mal si conciliano con il rischio che le già critiche condizioni del sito potrebbero ulteriormente aggravarsi dopo le eccezionali piogge di questi ultimi mesi, compromettendo la stabilità della montagna di rifiuti.

sabato 21 febbraio 2026

Impianto di biometano in contrada Lacco: le autorizzazioni ambientali saranno richieste

Lavori in pieno svolgimento a Lacco
Acceso dibattito tra i fautori del sì e gli oppositori ieri a Rodì Milici

«Le autorizzazioni alle emissioni e allo scarico verranno richieste prima dell’entrata in esercizio dell’impianto». Risponde così Agrienergiacircolare 1 ai rilievi mossi dal Dipartimento regionale dell’ambiente nei giorni scorsi. A chiarirlo i vertici della società romana nel corso dell’incontro pubblico di presentazione del progetto tenutosi ieri sera a Rodì Milici. Un dibattito i cui toni si sono accesi nella parte finale, dopo due ore di relazioni dei tecnici e degli esperti della società sui pregi e virtù del costruendo impianto e sul rispetto degli iter burocratici seguiti.

Ma le contestazioni, già mosse nei giorni scorsi anche dai sindaci dei Comuni di Terme Vigliatore, Furnari e Falcone, riguardano anche la mancata “trasparenza”, secondo gli oppositori, in tutta l’operazione. Con la conseguenza che ciascuno rimane sulle proprie posizioni, in attesa di ulteriori sviluppi e di eventuali iniziative portate avanti dal fronte del no, a partire dal sindaco Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, che ieri mattina era a Palermo per interloquire con i funzionari del Dipartimento, assistito dall’avvocato Giampiero Trizzino, ex parlamentare M5S all’Ars, esperto di diritto ambientale e consulente di Zero Waste Sicilia.

Durante l’incontro sono stati forniti inoltre alcuni dati sulla tipologia e sulla quantità delle biomasse che verrebbero utilizzate e sul traffico che tale movimentazione genererà.

96.000 tonnellate (tra pastazzo di agrumi, sansa, letame), reperite, secondo i tecnici, nel raggio di 40 Km da Rodì, con un flusso veicolare (su SS113 e SP 185) medio di 27 camion giornalieri, con picchi di 45 viaggi al giorno nei mesi di ottobre e novembre, per una produzione annua di circa 4 milioni di metri cubi di metano.

Residuo della produzione è infine il cosiddetto digestato (84 mila tonnellate annue di solido e liquido) che sarebbe reimpiegato in agricoltura.