A specificarlo è il
dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente, Calogero
Beringheli rispondendo alla nota dei sindaci di Terme Vigliatore, Furnari e
Falcone, contrari al progetto di Agrienergia/Arpinge
Lavori in pieno svolgimento
«Non risulta avviato il procedimento finalizzato al rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.)», necessaria per il rilascio delle abilitazioni ambientali propedeutiche all’esercizio dell’impianto di produzione di biometano che si sta realizzando in contrada Lacco nel Comune di Rodì Milici. Né risulta «pervenuta alcuna istanza volta all’attivazione delle procedure ambientali» o altra «procedura di competenza regionale in materia di autorizzazioni ambientali».
È quanto emerge da una nota del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente, Calogero Beringheli, in risposta alla segnalazione fatta dai sindaci di Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, Furnari, Felice Germanò e Falcone, Carmelo Paratore che agli inizi del mese avevano segnalato alla Regione e alla Prefettura le proprie preoccupazioni sulle ricadute ambientali del progetto autorizzato dal Comune di Rodì Milici nel dicembre 2024.
In particolare mancherebbero l’autorizzazione allo scarico e quella alle emissioni in atmosfera previste dal Codice dell’ambiente, in assenza delle quali – ha specificato il dirigente – l’esercizio dell’impianto «configurerebbe una fattispecie di esercizio non autorizzato», con conseguenti sanzioni previste dal suddetto Codice.
Secondo il Dipartimento l’aver seguito la procedura autorizzativa semplificata (Pas) «non può ritenersi sostitutiva dei titoli abilitativi di natura ambientale previsti dalla normativa statale e regionale vigente» che devono essere acquisiti secondo i procedimenti e le competenze previsti dalle leggi vigenti.
In più, viene sottolineato, come «il meccanismo del silenzio-assenso nell’ambito della conferenza dei servizi semplificata, esclude espressamente tale effetto nei casi in cui disposizioni del diritto dell’Unione europea richiedano l’adozione di provvedimenti espressi, ambito nel quale rientrano le procedure e le autorizzazioni soprarichiamate».
Ma quali sono le autorizzazioni e i pareri favorevoli che finora avrebbe ottenuto il progetto?
Secondo quanto riportato anche da sito impiantobiometanorodimilici.it, il progetto «è stato presentato e valutato da oltre 20 enti diversi»: Comune di Rodì Milici, Operatori agricoli del territorio, Ordine degli Agronomi della Provincia di Messina, Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, Ispettorato Dipartimentale delle foreste di Messina, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, Associazioni di categoria, Dipartimento regionale acqua e rifiuti, Affari Urbanistici Sicilia centrale, Dipartimento Regionale Ambiente, Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, Centinaia di imprenditori locali tramite interlocuzioni dirette.
Da quanto si evince dalla determina del comune rodiense n. 640 del 24/12/2024, che dava atto della conclusione positiva della Pas, il Genio Civile di Messina non ha emesso alcun provvedimento in merito all’osservanza delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente non ha adottato alcun provvedimento perché il sito di intervento non ricade in zona sottoposta al vincolo idrogeologico, Rfi ha rilasciato il nulla osta favorevole, L’Agenzia delle dogane di Messina ha emesso un parere di non competenza, l’Ufficio infrastrutture del Demanio e Comando Marittimo Sicilia Marina Militare ha rilasciato il nulla osta favorevole, per Snam non c’è interferenza con impianti di loro proprietà, il Comando provinciale del Vigili del fuoco , ufficio prevenzione incendi ha dato parere favorevole, la Soprintendenza ai beni culturali ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica, l’Anas un nulla osta alla fattibilità, che comunque non costituisce atto autorizzativo. Infine, come già riportato in precedenza l’Autorità di bacino aveva rilasciato il nulla osta idraulico e l’autorizzazione all’accesso nel torrente Mazzarrà. Gli altri enti destinatari della pec dell’11 settembre 2024 con cui si convocava la conferenza dei servizi, tra cui Arpa, Dipartimento acque e rifiuti e il Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali del Dipartimento dell’ambiente, non risulta abbiano inviato note o pareri.

