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mercoledì 14 ottobre 2026

Approda all’Ars il controverso impianto di biometano a Rodì Milici che divide i sindaci del messinese

L'impianto pronto ad entrare in esercizio
Si è tenuta ieri mattina presso la IV Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana l'audizione per esaminare il controverso progetto di un impianto di produzione di biometano nel territorio di Rodì Milici (ME), proposto dalla società Agrienergia Circolare S.R.L.. L'incontro, richiesto dall'on.le Pino Galluzzo, ha messo sul tavolo le criticità ambientali, procedimentali e di viabilità legate all'opera, registrando una netta spaccatura tra gli amministratori locali.

Il fronte del "No" e la posizione isolata di Rodì Milici

L'audizione ha dato voce alla forte preoccupazione dei territori limitrofi. I sindaci Felice Germanò (Furnari), Bartolo Cipriano (Terme Vigliatore) e Carmelo Paratore (Falcone) hanno espresso una ferma contrarietà all'impianto, evidenziando il pesante impatto che la struttura avrebbe sul comprensorio. Di contro, si è registrata la posizione favorevole del sindaco di Rodì Milici, Eugenio Aliberti, che difende l'insediamento del progetto sul proprio territorio comunale.

L'allarme viabilità: la Statale 113 a rischio paralisi

Il punto più caldo del dibattito ha riguardato la sostenibilità viaria. È stato infatti evidenziato il grave disagio che il continuo "via vai" di mezzi pesanti causerebbe lungo la Strada Statale 113, un'arteria fondamentale che attraversa i centri abitati di Falcone, Furnari e Terme Vigliatore.
Per disinnescare il problema, i partecipanti sono stati aggiornati sul fatto che verranno riconvocati nelle prossime settimane: l'obiettivo sarà esaminare nel dettaglio alcune proposte di viabilità alternativa capaci di alleggerire il traffico dei camion e tutelare la sicurezza dei residenti.
Il confronto resta dunque aperto. 

giovedì 27 agosto 2026

Overtourism a Marinello: la città metropolitana intensifica i controlli

 

La "Punta" un patrimonio a rischio
Controlli rafforzati nei prossimi giorni nella Riserva dei Laghetti di Marinello per accompagnare l’elevata presenza di visitatori e contrastare comportamenti non compatibili con la fragilità dell’ambiente

Stretta sui controlli nella Riserva naturale orientata dei Laghetti di Marinello, con particolare attenzione alle modalità di fruizione dell’area e al rispetto delle disposizioni previste per i visitatori. In particolare la “Punta”, raggiungibile da Oliveri a piedi o tramite il servizio waterbus privato, in questi mesi inizia a sentire gli effetti negativi dell’overtourism. 
A disporre l’intensificazione dei controlli da parte delle le Guardie della riserva, vista l’elevata presenza di visitatori e di alcuni comportamenti non compatibili con la tutela e il decoro di un ambiente particolarmente delicato, è il dirigente della Direzione Ambiente, Giovanni Lentini, di concerto con la direttrice della riserva, Maria Letizia Molino. 
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività assicurate dalla Città metropolitana di Messina, ente gestore dell’area protetta: pulizia straordinaria dell’arenile, della punta e delle calette, con la rimozione di rifiuti e materiali presenti lungo la costa, in parte trasportati dalle mareggiate e in parte riconducibili alla presenza umana. 
«I Laghetti di Marinello sono un patrimonio comune - sottolinea il sindaco di Oliveri, Francesco Iarrera -. Un angolo di mondo di straordinaria bellezza, ma anche un luogo altrettanto fragile, che proprio per questo merita attenzione, tutela e scelte capaci di preservarne la natura e l’equilibrio biologico. Sono convinto che gli interventi necessari alla sua conservazione non siano un limite alla valorizzazione di questo luogo, ma al contrario rappresentino il modo migliore per renderlo ancora più prezioso e proteggerlo nel tempo. È un bene che ci invidiano in tutto il mondo e che abbiamo il dovere di custodire. Come Comune coinvolto, siamo in costante contatto e collaborazione con la dott.ssa Molino. Mi farò inoltre portavoce, presso tutti gli enti interessati, della necessità di aprire un tavolo tecnico comune. Un confronto serio, concreto e multidisciplinare, dal quale possano nascere idee e soluzioni condivise per difendere e valorizzare questo straordinario patrimonio naturale».

sabato 1 agosto 2026

Messa in sicurezza dell'ex discarica di contrada Zuppà, si attende il bando di Invitalia

Formalizzato dalla stazione appaltante l'incarico a Invitalia per l’indizione, la gestione e l’aggiudicazione della gara d’appalto da 32 milioni di euro

Con la firma, apposta il 31 luglio dal dirigente del Dipartimento acque e rifiuti Arturo Vallone (che è anche commissario per l’emergenza discarica), dell’atto di approvazione del progetto esecutivo, del quadro economico-finanziario e del contestuale affidamento di tutte le attività connesse alla procedura di gara ad Invitalia (sulla scorta della convenzione stipulata con il Dipartimento, stazione appaltante, lo scorso 17 febbraio e attivata dalla regione il 24 giugno) sembra sbloccarsi l’iter per l’intervento di messa in sicurezza definitiva del sito di smaltimento di contrada Zuppà, dismesso nel lontano 2014 e, da allora, mai avviato alla fase di gestione “post mortem”.
La scelta del contraente avverrà tramite la procedura aperta prevista dal “Codice dei contratti” e l’appalto sarà aggiudicato utilizzando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa che sarà individuata da una apposita “Commissione giudicatrice” di prossima nomina.

Adesso non può che auspicarsi venga impressa un’accelerata ad un iter che si trascina da troppo e, trascorsi i tempi tecnici (minimo 30 giorni dalla pubblicazione del bando, salvo la riduzione a 15 per motivi di urgenza), si dia avvio ai cantieri e si restituisca serenità ad un territorio che da anni vive sotto l’incubo discarica.

Come si ricorderà l’intervento rientra tra quelli finanziati dai fondi Pnrr per la bonifica dei siti orfani . 32 i milioni di euro sul piatto, destinati a risolvere le annose criticità ambientali (certificate da diversi report di Ispra e Arpa). Una copertura finanziaria per la quale – si legge – «sussiste la piena disponibilità» essendo già stato «conseguito il target europeo previsto, circostanza che esclude qualsiasi pregiudizio per il rispetto del termine, non derogabile, del 31 agosto 2026 per la rendicontazione della Misura all'Unione europea, indipendentemente dalla tempistica di ultimazione del singolo intervento di Mazzarrà Sant'Andrea, anche ove questa si protragga oltre il 2026». Dettaglio importante, quest’ultimo, considerato che da cronoprogramma i lavori richiederebbero oltre 900 giorni.

Il progetto, redatto dallo studio “Ministeri e associati”, dopo la prima approvazione risalente al 2022, ha dovuto essere aggiornato sia al prezziario regionale che alle mutate condizioni dei luoghi conseguenti al rogo, di probabile origine dolosa, che il 25 giugno 2024 ne devastò gran parte della superficie, annullando l’intera rete di estrazione del percolato realizzata in precedenza dal Genio civile, con fondi stanziati dalla Regione. Rete che appunto dovrà essere ricostruita per svuotare la “pancia” della discarica dalla massa di percolato prodotta dalla decomposizione dei milioni di metri cubi di rifiuti accumulati per anni fino alla chiusura nel 2014. Operazione dal costo stimato di oltre sette milioni di euro. Successivamente si potrà intervenire sui movimenti franosi dei rifiuti e, infine,”tombarla” con un’adeguata copertura.