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sabato 17 gennaio 2026

Un impianto di biometano nella piana del torrente Mazzarrà

La zona del costruendo impianto
Il quinto in Sicilia per dimensione, si sta costruendo in contrada Lacco con fondi Pnrr, i dubbi dei paesi confinanti

 Si sta costruendo (la foto è del 25 novembre 2025) in contrada Lacco, nel territorio del Comune di Rodì Milici, un impianto per la produzione di biometano da biomasse e altri sottoprodotti zootecnici. Si tratta di un’iniziativa privata, benché destinataria di risorse pubbliche (una ventina di milioni di euro), quali quelle del Pnrr.

Di cosa si tratta?

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto agricolo (da quanto risulta sui documenti) che dovrebbe trattare biomasse non costituenti rifiuti ed è articolato in varie sezioni: strutture per il ricevimento, lo stoccaggio ed il caricamento delle biomasse in ingresso; sezione di digestione anaerobica per la produzione di biogas; impianti per il pretrattamento del biogas e upgrading (eliminazione dell’anidride carbonica) del biogas per la produzione di biometano; sezione di compressione del biometano per l’invio del biometano gassoso alla rete del gas naturale; strutture per lo stoccaggio del digestato destinato al successivo impiego agronomico.

 

Quale l’iter seguito?

 

Esaminando l’autorizzazione rilasciata dall’Autorità di bacino il 17 dicembre 2024, unico documento pubblico ad ora rintracciato, emerge che era stata incardinata presso il Comune di Rodì (che indice la Conferenza dei Servizi il 12 settembre 2024) quella che viene definita Pas, Procedura Abilitativa Semplificata, più snella, introdotta per accelerare la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili. Una via di mezzo tra la semplice comunicazione al Comune e la più complessa Autorizzazione Unica (AU) regionale.

In base alla normativa vigente se l’impianto ha una capacità produttiva pari o inferiore a 500 Sm³/h, si applica la Pas ed è competente il Comune. Oltre tale soglia è obbligatoria l'Autorizzazione Unica (AU) di competenza della Regione.

 

Come funziona?

 

A differenza di un'autorizzazione classica dove devi aspettare un "sì" scritto, la PAS si basa sul tempo.

La PAS deve essere presentata al Comune almeno 30 giorni prima dell'inizio lavori, accompagnata da una dettagliata relazione, a firma di un progettista abilitato, e dagli opportuni elaborati progettuali, attestanti anche la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie. Per la PAS vale il meccanismo del silenzio assenso: trascorso il termine di 30 giorni dalla presentazione della PAS senza riscontri o notifiche da parte del Comune è possibile iniziare i lavori.

Come riporta stamattina il quotidiano Gazzetta del Sud, in un articolo a firma del collega Mario Garofalo, i lavori sono già in fase avanzata e il sindaco di Rodì, Eugenio Aliberti, ha reso noto via social che a breve il progetto verrà illustrato alla cittadinanza. Sempre la Gazzetta dà conto anche dei dubbi espressi dall’amministrazione di Terme Vigliatore, Comune confinante, relativi agli impatti odorigeni e sulla viabilità, anticipando eventuali iniziative a tutela del bene comune.

Preoccupazioni condivise anche dal sindaco di Furnari, Felice Germanò, che fin dall’inizio del suo mandato nel giugno del 2022, si è trovato a contrastare, finora con esito positivo, la realizzazione di un altro impianto di produzione di biometano, in questo caso da rifiuti, che si voleva realizzare in contrada Zuppà, ovvero sull’altra sponda del torrente Mazzarrà e proprio di fronte al costruendo impianto di Rodì.

Come andrà a finire?

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