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sabato 21 febbraio 2026

Impianto di biometano in contrada Lacco: le autorizzazioni ambientali saranno richieste

Lavori in pieno svolgimento a Lacco
Acceso dibattito tra i fautori del sì e gli oppositori ieri a Rodì Milici

«Le autorizzazioni alle emissioni e allo scarico verranno richieste prima dell’entrata in esercizio dell’impianto». Risponde così Agrienergiacircolare 1 ai rilievi mossi dal Dipartimento regionale dell’ambiente nei giorni scorsi. A chiarirlo i vertici della società romana nel corso dell’incontro pubblico di presentazione del progetto tenutosi ieri sera a Rodì Milici. Un dibattito i cui toni si sono accesi nella parte finale, dopo due ore di relazioni dei tecnici e degli esperti della società sui pregi e virtù del costruendo impianto e sul rispetto degli iter burocratici seguiti.

Ma le contestazioni, già mosse nei giorni scorsi anche dai sindaci dei Comuni di Terme Vigliatore, Furnari e Falcone, riguardano anche la mancata “trasparenza”, secondo gli oppositori, in tutta l’operazione. Con la conseguenza che ciascuno rimane sulle proprie posizioni, in attesa di ulteriori sviluppi e di eventuali iniziative portate avanti dal fronte del no, a partire dal sindaco Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, che ieri mattina era a Palermo per interloquire con i funzionari del Dipartimento, assistito dall’avvocato Giampiero Trizzino, ex parlamentare M5S all’Ars, esperto di diritto ambientale e consulente di Zero Waste Sicilia.

Durante l’incontro sono stati forniti inoltre alcuni dati sulla tipologia e sulla quantità delle biomasse che verrebbero utilizzate e sul traffico che tale movimentazione genererà.

96.000 tonnellate (tra pastazzo di agrumi, sansa, letame), reperite, secondo i tecnici, nel raggio di 40 Km da Rodì, con un flusso veicolare (su SS113 e SP 185) medio di 27 camion giornalieri, con picchi di 45 viaggi al giorno nei mesi di ottobre e novembre, per una produzione annua di circa 4 milioni di metri cubi di metano.

Residuo della produzione è infine il cosiddetto digestato (84 mila tonnellate annue di solido e liquido) che sarebbe reimpiegato in agricoltura.

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