Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

Si ricorda però che l’art. 21 della Costituzione recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili."

martedì 18 gennaio 2022

Polo rifiuti a Mazzarrà: la Commissione tecnico specialistica della Regione effettua un sopralluogo in contrada Zuppà

 

Il sindaco Crimi protesta per la mancata comunicazione e l’invito a presenziare, intanto ricorre al Cga contro la sentenza del Tar di Catania che aveva dichiarato in parte irricevibile e inammissibile il ricorso presentato dal Comune di Furnari, da alcuni cittadini furnaresi e dall'Associazione Mediterranea per la Natura Onlus contro il progetto della Srr Messina Provincia

Lo scorso 23 dicembre la Commissione tecnico specialistica dell’assessorato regionale Territorio e ambiente, presieduta dal professor Aurelio Angelini, si è recata nell’area adiacente la discarica di Mazzarrà S. Andrea dove il progetto presentato dalla Srr Messina-Provincia e aggiudicato da Asja Ambiente, prevede la realizzazione di un polo impiantistico di produzione di biometano e di recupero di compost e CSS dal trattamento dei rifiuti urbani. Presenti i vertici della C.T.S e quelli della  SRR Messina Provincia.

A darne notizia è stato l’escluso di questo sopralluogo, il sindaco di Furnari, avvocato Maurizio Crimi, che in una nota ufficiale inviata al Dipartimento dell’Ambiente dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, osserva come il suo comune non sia “stato avvertito e comunque non è stato posto in grado di partecipare al sopralluogo”, al quale – secondo quanto riporta la nota – il sindaco di Furnari avrebbe dovuto partecipare in quanto lo stesso “rappresenta una delle amministrazioni coinvolte nel procedimento dato che il Sindaco costituisce autorità sanitaria” che “interviene alle conferenze dei servizi”; inoltre lo stesso aveva titolo a partecipare in quanto “organo politico di vertice del Comune di Furnari, e cioè l’Ente che rappresenta la propria comunità” che “subirà gli effetti negativi dell’impianto, nell’ipotesi di rilascio del chiesto titolo abilitativo”.

Secondo Crimi il “ mancato invito concreta grave violazione delle norme sul procedimento, atteso che il Comune di Furnari (alla luce di quanto precisato nel punto che precede e data l’estrema vicinanza dell’abitato all’area sulla quale ricade l’intervento progettato), doveva essere posto in grado di accertare lo stato dei luoghi, tanto più che l’area sulla quale q stato localizzato il polo impiantistico in oggetto non è aperta al pubblico; il che impedisce al sottoscritto di procedere ad accertamenti autonomi”.

Crimi, sottolineando come “se il privato gestore ha diritto di partecipare agli accertamenti in materia di verifica delle emissioni rumorose, a maggior ragione tale diritto deve essere riconosciuto al Comune di Furnari nel procedimento in questione”, chiede al Dipartimento che si proceda “ad un ulteriore sopralluogo alla sua presenza”.

Inoltre chiede “di sapere se esiste un resoconto fotografico del sopralluogo o comunque altro documento o elaborato che contenga la descrizione puntuale di quanto riscontrato sui luoghi e, nel caso positivo, che gliene sia rilasciata copia”.

Ma cosa ha evidenziato il sopralluogo della Cts?

La relazione, pubblicata sul Portale delle valutazioni ambientali dell’assessorato Territorio e ambiente, riporta che “il progettista per agevolare la comprensione del progetto, in parte di revamping e in parte di nuova realizzazione, mette a disposizione le planimetrie in formato cartaceo. Dalle stesse emerge come criticità da valutare nell’ambito della procedura autorizzativa, che il perimetro dell’impianto sottoposto a VIA non comprende gli esistenti e moduli di cogenerazione che tuttavia sono parte integrante del ciclo di trattamento dei rifiuti”.

La Cts – evidenzia la relazione – prende atto “della consistenza degli impianti esistenti tra cui principalmente, dell’impianto di trattamento del percolato, oggetto di revamping, degli impianti di cogenerazione ed evaporazione e delle strutture destinate originariamente alla selezione meccanica dei rifiuti” e “con l’ausilio delle planimetrie di progetto, delle modifiche al layout dell’impianto, fatte nelle successive revisioni progettuali, al fine di evitare interferenze con i lavori di messa in sicurezza dell’adiacente discarica che hanno portato il Genio Civile ad esprimersi favorevolmente in merito a tali interferenze”.

La Commissione, nel corso del sopralluogo, si è sentita con il Genio Civile di Messina, dal quale ha appreso che “il rilevato in materiale naturale realizzato nel pressi del polo impiantistico costituisce un intervento di somma urgenza volto alla mitigazione del rischio legato alla instabilità del corpo rifiuti, tuttavia il progetto definitivo della messa in sicurezza della discarica è ancora in fase di elaborazione e sarà ultimato al termine dei monitoraggi e delle indagini, ad oggi in corso di esecuzione”.

La relazione si conclude con un’annotazione sulla diffusione delle emissioni odorigene dell’impianto e dell’effetto cumulo rispetto alle attuali emissioni dell’adiacente discarica, rilevando “l’importanza, ai fini della piena valutazione dell’impatto ambientale, della taratura del modello di dispersione utilizzato, mediante il confronto con le concentrazioni misurate in corrispondenza di ricettori esposti”.

Furnari ricorre al Cga

Intanto l'amministrazione furnarese ha presentato appello al Consiglio di giustizia amministrativa contro la sentenza del Tar di Catania che, dopo aver respinto la domanda cautelare con ordinanza del 10 marzo 2021, aveva fissato l’udienza di discussione il 3 novembre 2021 del ricorso presentato dal Comune, da un gruppo di cittadini, ad adiuvandum, e dall'Associazione Mediterranea per la Natura Onlus.

Lo scorso 7 dicembre 2021 è stata pubblicata la sentenza 3690 che, in sintesi, ha dichiarato “in parte inammissibile e in parte irricevibile il ricorso introduttivo”; e inammissibile il primo, secondo e terzo ricorso per motivi aggiunti per difetto di legittimazione, e inammissibile il quarto ricorso per motivi aggiunti per carenza di interesse”.

Motivazioni ovviamente inaccettabili dall'intera comunità furnarese, in quanto il diritto alla salute, come peraltro si legge anche nel ricorso, a differenza di altri diritti previsti dalla Costituzione non è suscettibile di affievolimento e non può, pertanto, essere degradato ad interesse legittimo.

Il ricorso è stato presentato lo scorso 14 gennaio dall’avvocato Guido Barbaro, e chiede la riforma della sentenza del giudice amministrativo di primo grado e che quindi il giudice dell'appello dichiari nulli o annullati tutti gli atti, gli accordi ed i provvedimenti impugnati con il primo ricorso e riguardanti tutti i passaggi che hanno portato alla nascita del progetto del polo impiantistico dei rifiuti a Mazzarrà e “in subordine, dichiarali inopponibili al Comune di Furnari e privi di efficacia nei suoi confronti e, in ogni caso, disapplicarli”.

Col ricorso viene inoltre chiesto di inibire alla Srr Messina Provincia ed alle altre parti appellate di procedere alla realizzazione del polo impiantistico e di disporre verificazione o consulenza tecnica al fine di descrivere lo stato dei luoghi e quanto lamentato dal Comune di Furnari.



Nessun commento:

Posta un commento